
Busseto (Parma), 3 settembre 1826 - Cavoretto (Torino), 15 dicembre 1899
Allievo di Toschi all'Accademia di Parma, cominciò l'attività artistica come incisore e litografo. Nel 1849 si stabilì a Torino, per poi andare due anni dopo a Parigi. Presentato da Chassérieu all'ambasciatore Bourée, segui come disegnatore la missione in Persia condotta dal diplomatico nel 1855. Il lungo viaggio di oltre un anno (l'itinerario toccò l'Egitto, il Mar Rosso, il Golfo Persico e Trebisonda) gli ispirò quel ricco repertorio di soggetti orientali che al suo ritorno gli assicurò larga fama e riconoscimenti ufficiali, portandolo a essere considerato il più grande orientalista italiano. Alle mostre della Promotrice torinese fu ricercato soprattutto per le scene orientali (paesaggi, figure, ba-zar, carovane nel deserto assolato o fra i monti). La concezione romantica del suo orientalismo si unì, specialmente nei piccoli formati, a una lucida attenzione per gli aspetti di costume e a una felice ricerca cromatica. Fu ancora diverse volte in Medio Oriente (1860, 1867, 1869, 1873), approfondendo e ampliando la sua tematica favorita. I risultati migliori si possono ritrovare, oltreché nei più felici e sciolti dipinti orientalisti, nei nitidi e luminosi studi di paesaggio dei dintorni di Parigi, di Venezia, della Costa Azzurra, della Val d'Aosta e delle colline attorno a Cavoretto, dove l'artista si ritirò nel 1870: in essi il pittore, libero dall'impegno descrittivo e narrativo, espresse la sua concezione lirica del paesaggio.
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